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Colleghi interni ed esterni: È QUI LA FESTA?

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Negli ultimi anni ne abbiamo visti di tutti i colori:

  • rischio tasso
  • rischio valuta
  • rischio emittente
  • rischio paese
  • rischio area geografica
  • rischio periferico

Ci siamo talmente abituati alla volatilità che la diamo quasi per scontata.

Negli ultimi mesi questa volatilità, cioè la capacita dei mercati (e quindi dei prodotti), di fare registrare guadagni e perdite si è praticamente annullata. Stiamo vivendo nel paradiso degli investitori.

San Mario Draghi da Bruxelles ci ha messo del suo: prima con la storica frase “faro tutto il necessario per il salvataggio dell’Euro e credetemi sarà sufficiente”, poi con l’abbassamento continuo del tasso di rifinanziamento della BCE arrivato a 0,05%, e per concludere con il “Bazooka della liquidita” Il Quantitative Easyng (tradotto alleggerimento quantitativo).
Con queste manovre il santo protettore della moneta unica ha ottenuto:

  • una graduale svalutazione sul dollaro, oggi il cambio Euro/Dollaro è 1,08
  • un rialzo delle quotazioni dei titoli azionari
  • un aumento delle quotazioni dei titoli obbligazionari

Praticamente da inizio anno è “Salito” quasi tutto. Situazione:

  • clienti felici, forse poco consapevoli del perchè dei risultati, ma comunque felici della loro situazione.
  • clienti più facili da accompagnare in altri investimenti per via dei buoni risultati conseguiti fino ad oggi
  • operatori del sistema finanziario molto sereni, senza problemi e preoccupazioni (tanto c’è S. Mario che veglia su di noi)

Tutto verissimo. Vorrei però riportarvi un attimo all’ obiettivo che ha Draghi: portare l’inflazione che oggi è allo 0% al 2%.

Questo significa che, se e quando l’inflazione inizierà la sua lenta ripresa allora i mercati azionari saranno già saliti, anche i tassi saranno già saliti (anche se forse solo di poco), e conseguentemente anche le obbligazioni, tutte le obbligazioni, inizieranno a perdere in conto capitale… e tornerà quella “famosa” volatilità.

 

Da operatore del sistema vi dico che sarebbe bello vivere in un mondo come questo.
Tutto sale.
Nulla o quasi oscilla.
I rendimenti ci sono e sono anche interessanti, soprattutto sulle cose molto sicure.

Beh attenzione!!!
I nostri clienti non si stanno accorgendo del perchè hanno rendimenti cosi, e da dove vengono.

Meglio investite tempo adesso ed iniziare a colmare il gap informativo che hanno o godere come dei ricci sapendo che tra un anno la storia sarà profondamente cambiata?

Vedi tu.
I clienti sono i tuoi.
Peccato che i soldi siano i loro.

I CONSIGLI PER L’ AUTUNNO

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Relativamente al periodo che va dal 4-11 ottobre ho visto segnalare (da Class Cnbc e Milano Finanza), la “investiment Week”.
Durante la settimana le testate giornalistiche hanno fatto il punto sui consigli per l’autunno.

Ve ne sintetizzo alcuni riprendendo MF di sabato 1 Ottobre 2014:

  • “E’ il momento di BTP e Bonos” Luca Noto – Anima sgr
  • “L’azionario Ue vince ancora” Giordano Lombardo – Pioneer Investiment sgr
  • “Meglio le borse emergenti” Lorenzo Alfieri – JP Morgan Asset Management
  • “Fate i conti con la volatilità” Edoardo Maria Toscani – BBVA
  • “Wall street resta il faro, ma attenzione al Far East” Alessandro Caputo – IG Markets
  • Qui trovate anche una trasmissione on-line di Class Cmbc 

Chi ha ragione?

Tutti !
Ogni “gestore” è inserito nella sua nicchia e lavorando in un ambito particolare vede questo privilegiato rispetto agli altri.

Nessuno!
Loro curano prodotti. Non l’esigenza a cui vengono legati. Quindi il loro lavoro è massimizzare le performance dirette del settore specifico che gestiscono. Questo significa che il loro obiettivo è fare un po’ meglio di quello che è la media di risultato del settore. Se il settore va molto male, loro dovranno fare un po’ meglio del male. Se il settore regala “ricchi premi e cotillons”, loro dovranno livellarsi e provare ad incrementare ancora.

Voi ed il vostro banker dovete “legare” i prodotti con quelle che sono le esigenze dalla vita.

 

Io ci sono.

IMPOTENZA DA SPREAD

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Lo spread, che è il differenziale tra i rendimenti dei titoli di stato Italiano e quelli Tedeschi (di solito per convenzione si prende a riferimento i titoli che hanno durata 10 anni), dai massimi di 550 punti dell’inverno 2011 è sceso (se volessimo usare un termine finanziario dovremmo dire “crollato”) a 150 punti della scorsa settimana, per poi salire un po’ verso quota 170-190 punti.

Come mai?

  1. È sceso perché l’Italia ha iniziato ad attuare realmente le manovre (riforme) di cui tanto si è parlato
  2. È salito, anche se di poco, per via del riscaldamento della compagine politica in vista delle elezioni del 24-25 Maggio.

Provo a spiegarla con una metafora: immaginatevi di essere in un condominio, in cui purtroppo ci sono delle persone che sono in arretrato coi pagamenti. Se il comportamento di queste persone è un comportamento morigerato e tranquillo, se cercano di fare lavori extra per coprire il loro debito, se si rendono disponibili a tagliare il giardino, svuotare le cantine, tinteggiano le scale per rientrare anche solo parzialmente, voi li capite e siete disposti a dare tempo a queste persone.
Cosa diversa se queste persone sono arroganti, spendaccione e poco interessate al benessere comune del condominio, voi non sarete disposti ad aspettare un secondo in più. Alla prima possibilità metterete avanti le pratiche con il vostro legale per il rientro coatto.

È una questione di equilibrio!

I mercati sono fatti di persone che prendono decisioni, quindi sono fatti molto più di emozioni di quello che pensiamo.

Cosa fare di fronte a questi accadimenti? Come facciamo a non sentirci IMPOTENTI? Come facciamo a gestire questa effimera sensazione di impotenza?

Come sempre, penso che la gestione sia molto semplice se prima abbiamo stabilito le nostre personali “regole del gioco”. Ribadisco  “nostre personali regole del gioco”. Non le regole di qualche giornale specializzato.

Specifico meglio:

  • Il giornale non sa a chi sta parlando, anzi lo sa (tramite ricerche di mercato), ma non può ascoltare le vostre domande. Non può rispondere ai dubbi. Insomma non ci può essere un dialogo. Quindi è un sistema a senso unico. I “consigli per il momento” vengono dati a campioni standard. Si targettizza un insieme di persone che più o meno vogliono la stessa cosa e gli si da una risposta. Questa cosa è molto simile al “precotto da bar”: hai fame, ti piace, eccolo.
  • Il singolo risparmiatore non ha solo dubbi e domande, ma ha anche paure, esigenze famigliari, caratteristiche di lavoro, rischi da lavoro e situazioni personali particolari. Soprattutto personali. Serve un dialogo. Serve un dialogo precedente alla decisione: per capire cosa fare e soprattutto per definire come comportarsi  nel momento del problema, qualunque esso sia (spread o cose peggiori). Il progetto è il nostro albero maestro che in questi casi ci riesce a fare uscire vincitori, ma soprattutto sereni, davanti all’impotenza verso i mercati.

Per chiuderla con uno slogan alla ’90:
Per vincere l’impotenza da spread, non andare “col primo che incontri”, scegline uno che si meriti di lavorare con te. Scegli uno che abbia tempo per te, non uno che vuole solo te.

 

Io ci sono

LA POSTA IN GIOCO E’ ALTA

Tag:, News mondo finanziario
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È alta, davvero alta la “Posta” in gioco.
Vi sarete chiesti cosa centrano le Virgolette tra la parola “Posta”…?
Beh è molto semplice… parliamo proprio di Poste Italiane e di IPO.

Ne parlano davvero in molti e vi è grande fermento. Guardate anche questo link:
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-05-09/poste-italiane-ipo-piu-attesa-anno-si-mette-moto-200439.shtml?uuid=ABRUF7GB

Un’offerta pubblica iniziale o IPO (dall’inglese initial public offering) è un’offerta al pubblico dei titoli di una società che intende quotarsi per la prima volta su un mercato regolamentato.
Quindi ne deduciamo, abbastanza semplicemente, che Poste Italiane vuole quotarsi sul mercato regolamentato di Borsa Italiana.

Perché?
Beh siccome Poste Italiane è di proprietà dello stato attraverso il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanza), questa vendita porterebbe diversi miliardi in cassa allo stato.

Chi è interessato?
Beh sul piatto ci sono molte aziende bancarie estere, fondi comuni, fondi pensione.
I fattori sono diversi:

 

Vi lascio con una riflessione: cosa vedono gli investitori esteri in Poste Italiane ed in altre aziende Italiane che noi ancora non vediamo ?

Potresti scoprirlo qui!