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La mala educazione dello Stato Italiano

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Siamo cittadini italiani, e come tali siamo stati abituati da decenni ad una gestione delle finanze personali molto superficiale.

• Rendimenti alti
• Zero rischi
• Liquidabilità praticamente istantanee
• Nessun rischio di fallimenti
• Nessun rischio di allungamenti dei rimborsi
• Tassazione inesistente (perlomeno rispetto ai valori attuali)

Queste sono state le cause che hanno fatto si che le tasche degli italiani si riempissero di Titoli di Stato Italiano.

Da esperto del settore vi dico anche “per fortuna”! Con queste condizioni cosa si poteva volere di più?
Negli anni ’90 si poteva percepire il 10% annuo su un BTP a 10 anni. Quindi durante la vita dell’investimento si raddoppiava il capitale.

Anche nei primi anni 2000 le cose, seppur cambiate, andavano ancora molto bene. Infatti con un BTP sempre decennale si portava a casa ogni anno circa il 5%.

Quindi:
Rendimenti MOLTO INTERESSANTI
Rischi INESISTENTI, o per lo meno NON COMPRESI
Spread ANCORA SCONOSCIUTO
Hanno fatto si che questo strumento di investimento diventasse di uso comune, quasi come il pane.

Peccato che dopo qualche hanno da quei rendimenti fantastici la situazione è drasticamente cambiata:
Rendimenti sotto al 2% all’anno: l’ultima asta dei BTP decennali ha visto un rendimento del 1,95% lordo
• Spread che dopo l’inferno del 2011, dove era schizzato a 550 punti in più del Bund Tedesco, è cautelativamente sceso sotto ai 150 punti
• Debito che inizia a diventare un problema
• Stabilità statale che ad ogni occasione è chiamata a farsi sentire: prima Grecia, poi la crisi economica, e non finirà certo qui
• Fisco ancora oggi accondiscendente. Chi acquista titoli di stato paga ancora il 12,50% sui guadagni

Per farla semplice lo stato ci ha abituato per decenni ad un investimento semplice, sicuro ed estremamente redditizio. Questa abitudine è diventata una usanza che ancora oggi viene praticata, neanche fosse un piatto tipico locale.
Se nel contesto degli anni 90 era un sacrilegio non approfittarne, oggi è un reato se un risparmiatore mette tutti suoi soldi in titoli di stato Italiani.

Come sempre non tutte le uova nello stesso paniere, anzi in questo caso direi che il paniere è meglio lasciarlo vuoto ed usarne altri più adatti al momento.

E tu cosa ne pensi, dimmi la tua

io ci sono

Il vero rischio è quello di non …

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Passata la Pasqua torniamo a parlare di cose “serie”.
Ti segnalo oggi un articolo pubblicato qualche settimana fa su Il Corriere della Sera, inserto Corriere Economia, ecco il link 

Il titolo recita:

Portafogli private Il rischio peggiore? E? Quello di non rischiare abbastanza

Azioni (25-30%), bond societari ad alto rendimento, fondi total return: le ricette per inseguire una performance nella landa dei tassi azzerati La liquidità può raggiungere il 15% nei mix. Per cogliere occasioni future.

 

Come hai potuto leggere il titolo è abbastanza diretto e chiaro.
Il noto quotidiano nazionale mette l’ accento sulla situazione finanziaria in cui ci troviamo (abbastanza anomala e difficile da trovare sui libri di scuola):

  • Tassi a breve NEGATIVI
  • BCEche interviene prima PORTANDO QUASI A ZERO IL SUO TASSO: OGGI 0,05%
  • BCE che interviene e con il QE STAMPA DENARO NUOVO OGNI MESE FINO A SETTEMBRE 2016
  • CAMBIO EURO/DOLLARO che scende ed aiuta le esportazioni
  • PIL EURO che inizia a rialzarsi dopo anni di calo
  • PIL ITALIANO che inizia a rialzarsi
  • TITOLI DI STATO con rendimenti COMPRESSI E VICINI ALLO ZERO
  • INVESTIMENTI A BREVE TERMINE  a tassi BASSISSIMI

Per via di tutto questo il Corriere dice che è ora di “rischiare”.

Se di rischio si parla, il punto è:

  1. Analizzare che tipi di rischi esistono
  2. Capire se tu ne hai già un pò
  3. Capire se una piccola parte è possibile inserirla nel tuo portafoglio

O lo facciamo ora e poi capiremo che risultati abbiamo preso, o lo faremo poi partendo da valori diversi da oggi.

Certamente prima o poi, cosciente o no, iniziando con una % minima (anche solo il 5% del tuo portafoglio) io lo farei!

Io ci sono per verificare insieme se ha senso inserire questi investimenti (anche pochi) nel tuo portafoglio, e tu? Ci hai mai pensato?

Obbligazione in scadenza?

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Da qualche mese è iniziato il 2015, anno in cui arriveranno a naturale scadenza 317 miliardi di titoli di stato: nello specifico 81,5 miliardi solo nel primo trimestre.
Se anche tu hai un’obbligazione statale che deve essere rimborsata (di qualunque tipo sia), dovrai vivere due emozioni, una bella/positiva ed una brutta/negativa:

 

Bella/positiva

La tua obbligazione, che arriva oggi a scadenza, è stata da te sottoscritta 3-4-5 anni fa. Momenti in cui i tassi erano decisamente più alti di adesso. Quindi (soprattutto se fatta a tasso fisso, come per esempio i BTP) hai fissato un tasso di rendimento cedolare decisamente vantaggioso, soprattutto perché successivamente i tassi scendendo hanno pagato molto meno ai proprio sottoscrittori.
Quindi: la tua obbligazione ha reso bene!

 

Brutta/negativa

La tua obbligazione, arrivando a naturale scadenza, ti pagherà l’ultima cedola sul conto corrente + il versamento in conto corrente dell’importo della stessa obbligazione. Insomma interessi più capitale pagato tutto sul conto corrente.
Bene, e adesso cosa farai?
I tassi a cui ti eri abituato non ci sono più!
Mediamente con scadenze a 5 anni si è passati da rendimenti del 3,00% (per i titoli emessi nel 2010) a rendimenti del …..%  (di Gennaio 2015).
Quindi: i tuoi soldi, adesso, rendono e  renderanno…

 

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90′ GIORNATA MONDIALE DEL RISPARMIO 4/9

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In questo video parlerò delle Clausule di Azione Collettiva (facendo riferimento al Comunicato Stampa 186 del Ministero delle Economie e delle Finanze), del Bail in bancario: privati 8% totale della passività della banca 1° azionisti, 2° obbligazionisti subordinati, 3° obbligazionisti senior, 4° correntisti > 100.000 €, del default bound Carige e per concludere delle banche commissariate.

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1405_Bolli sugli investimenti

 

Io ci sono.

90′ GIORNATA MONDIALE DEL RISPARMIO 3/9

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In questo video parlerò di spread Italia/Germania e di come questo è cambiato nel corso dell’ anno, del BTP in Italia e delle cedole a 6 mesi (agganciato all’inflazione, min garantito), dell’ acquisto da parte delle banche italiane di titoli di stato (dietro azione della BCE), della tassazione delle rendite finanziarie, concludendo con la tassazione da redditi a capitali.

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Io ci sono.