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Il vero rischio è quello di non …

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Passata la Pasqua torniamo a parlare di cose “serie”.
Ti segnalo oggi un articolo pubblicato qualche settimana fa su Il Corriere della Sera, inserto Corriere Economia, ecco il link 

Il titolo recita:

Portafogli private Il rischio peggiore? E? Quello di non rischiare abbastanza

Azioni (25-30%), bond societari ad alto rendimento, fondi total return: le ricette per inseguire una performance nella landa dei tassi azzerati La liquidità può raggiungere il 15% nei mix. Per cogliere occasioni future.

 

Come hai potuto leggere il titolo è abbastanza diretto e chiaro.
Il noto quotidiano nazionale mette l’ accento sulla situazione finanziaria in cui ci troviamo (abbastanza anomala e difficile da trovare sui libri di scuola):

  • Tassi a breve NEGATIVI
  • BCEche interviene prima PORTANDO QUASI A ZERO IL SUO TASSO: OGGI 0,05%
  • BCE che interviene e con il QE STAMPA DENARO NUOVO OGNI MESE FINO A SETTEMBRE 2016
  • CAMBIO EURO/DOLLARO che scende ed aiuta le esportazioni
  • PIL EURO che inizia a rialzarsi dopo anni di calo
  • PIL ITALIANO che inizia a rialzarsi
  • TITOLI DI STATO con rendimenti COMPRESSI E VICINI ALLO ZERO
  • INVESTIMENTI A BREVE TERMINE  a tassi BASSISSIMI

Per via di tutto questo il Corriere dice che è ora di “rischiare”.

Se di rischio si parla, il punto è:

  1. Analizzare che tipi di rischi esistono
  2. Capire se tu ne hai già un pò
  3. Capire se una piccola parte è possibile inserirla nel tuo portafoglio

O lo facciamo ora e poi capiremo che risultati abbiamo preso, o lo faremo poi partendo da valori diversi da oggi.

Certamente prima o poi, cosciente o no, iniziando con una % minima (anche solo il 5% del tuo portafoglio) io lo farei!

Io ci sono per verificare insieme se ha senso inserire questi investimenti (anche pochi) nel tuo portafoglio, e tu? Ci hai mai pensato?

LA TUA BANCA è COMMISSARIATA?

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Nel mese di Febbraio l’elenco delle banche poste sotto “amministrazione straordinaria” si è allungato.

Qui trovi il comunicato ufficiale della Banca d’Italia ed il relativo elenco

 

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La tua banca come sta?
Come ha chiuso il bilancio 2014?
E quello del 2013?

Confrontati con il tuo “Bancario”, il tuo referente in banca: chiedigli come stanno le cose e che piano industriale hanno in mente di adottare.

Se non ti va, o non lo hai fatto, mandami una mail con il nome della tua banca, ci ragioneremo insieme.

Ti scrivo questo perché dal 26/06/2013 giorno in cui è stato varato il BAIL-IN, detto anche accordo Ecofin (clicca qui), i problemi della tua banca potrebbero diventare i tuoi problemi. Infatti il 02/03/2015 (ieri) il Ministero delle Finanze Austriaco ha deciso di non rispettare le scadenze dei bond detenuti dalla sua partecipata Alpe Hypo (ecco il link della notizia) . Clamorosa la decisione del Fma (Ministero delle Finanze Austriaco) che per la prima volta usa il nuovo modello di “bail – in” bancario.

La strada è aperta…

Scrivimi, sarò lieto di spiegarti il nostro modello di banca e perché/come soddisfiamo i nostri clienti.

Io ci sono, e tu?

 

P.S. Per I più curiosi ho inserito la dicitura ufficiale del TESTO UNICO BANCARIO che definisce l’ Amministrazione straordinaria.

IL TESTO UNICO BANCARIO nel TITOLO IV DISCIPLINA DELLE CRISI dice Amministrazione straordinaria: Articolo 70 (Provvedimento) 1. Il Ministro dell’economia e delle finanze (1), su proposta della Banca d’Italia, può disporre con decreto lo scioglimento degli organi con funzioni di amministrazione e di controllo delle banche quando: a) risultino gravi irregolarità nell’amministrazione, ovvero gravi violazioni delle disposizioni legislative, amministrative o statutarie che regolano l’attività della banca; b) siano previste gravi perdite del patrimonio; c) lo scioglimento sia richiesto con istanza motivata dagli organi amministrativi ovvero dall’assemblea straordinaria.

I segni di un’epoca che cambia

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Il 2 Febbraio 2015 l’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica, ha cambiato il paniere di prezzi dei beni e servizi al consumo con cui si calcola l’inflazione.
Per calcolare l’inflazione, si prendono i prezzi dei beni e dei servizi al consumo, si calcola una media, e si analizzano le variazioni mensili.

E’ stato rilevante l’intervento dell’Istituto che ha modificato il “paniere base” usato per il calcolo:

Sono stati tolti dal paniere:

  • il navigatore satellitare
  • i corsi di informatica
  • il HI-Fi
  • ed il registratore DVD

Entrano invece a piedi pari:

  • i biscotti senza glutine
  • il caffe al Ginseng
  • la birra analcolica
  • i mezzi condivisi come Bike-sharing e car-sharing

Segni di un’epoca che cambia.

Leggi le voci che ho riportato sopra e capisci che sta letteralmente cambiando il “consumo” degli Italiani e quindi del mondo intero.

Chi avrebbe mai detto che il navigatore satellitare sarebbe uscito dal paniere, cioè che non sarebbe stato acquistato a sufficienza per rientrare nell’insieme dei prodotti più venduti?!

Ma soprattutto, da cosa è stato sostituito il tanto amato TomTom del quale 10 anni fa non potevamo farne a meno?

Cellulari
Dotazioni di base della macchina
Applicazioni
Forse un pò di tutto.

Certo è che non siamo tornati indietro. L’esigenza di essere “guidati” a destinazione rimane, anzi forse con il traffico di oggi è anche aumentata.
Usiamo prodotti nuovi. Innovatiti. Tecnologicamente evoluti e compressi in oggetti di uso quotidiano.

Segni di un’epoca che cambia.

Come lo sciopero dei colleghi bancari di Venerdì 30 Gennaio. Gli addetti del settore bancario hanno scioperato perche da circa 16 mesi sono senza contratto nazionale del lavoro. Infatti, il 16 settembre 2013 l’ABI restituí il contratto alle parti sociali in modo da aprire i tavoli di contrattazione. Da allora nulla è stato fatto.

Spero che le cose si possano risolvere presto.

Chi avrebbe mai detto, anche solo 10 anni fa, che i bancari si sarebbero trovati senza contratto nazionale e che avrebbero dovuto ricorrere ad uno sciopero per far sentire le loro voci?

Segni di un’epoca che cambia.

90′ GIORNATA MONDIALE DEL RISPARMIO 8/9

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In questo video parlerò principalmente del confronto fra vecchie e nuove banche.
Nuovi modelli di business, di credito sano, della chiusura di 1.500 sportelli in 5 anni, delle nuove sfide del settore bancario, del CCNL e di come la tecnologia abbia avuto un forte impatto su tutto questo.

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1405_Bolli sugli investimenti

 

Io ci sono.

Se una banca fallisce gli “stress test “ della BCE?

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Gli stress test in programma, effettuati dalla BCE sulle nostre banche, hanno fatto emergere le reali situazioni patrimoniali.

Domenica 26 Ottobre verranno pubblicati i dati ufficiali.

Gli istituti che si troveranno nella condizione di avere uno stato patrimoniale non stabile, in una ipotesi di mercato particolarmente difficile, dovranno attrezzarsi. Per “attrezzarsi” si può prevedere:

  • Ricapitalizzazioni (o più comunemente chiamate aumenti di capitale)
  • Fusioni

E’ possibile quindi  ipotizzare che per questi istituti sarà necessario un nuovo piano industriale per abbattere i costi di gestioni ed i secondo luogo i costi di personale.

Quindi non solo un esborso da parte dei soci o un’eventuale unificazione/fusione/acquisizione tra diverse banche, ma simultaneamente un abbattimento delle filiali e soprattutto dei dipendenti.

Le operazioni di unificazione, tra banche diverse, rafforzano lo stato patrimoniale perché vanno a diminuire i centri di costo legati alla distribuzione del servizio (filiali, dipendenti, strutture tecnologiche, home banking ecc.) .

Attenzione quindi!
La BCE sta tirando la cordata in una direzione ben precisa: banche più sicure, più stabili, più grosse… ma forse e ripeto forse, numericamente molte meno.

Come funzionano gli stress test? Cosa sono?

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Gli stress test sono degli esami di tenuta del bilancio delle banche.

La BCE ipotizza due scenari particolarmente avversi nell’ arco temporale 2014-2016.

Partendo dai dati di bilancio dell’istituto di credito, la BCE ipotizza una situazione di mercato particolarmente avversa e va a vedere che ripercussioni ha questa situazione estrema sul bilancio.

Come in questo video dove si effettua un test su una casa per valutarne la tenuta in caso di terremoto, anche la BCE “testa” i suoi Istituti. Chiaramente per le banche il terremoto è dato da esami di tenuta del bilancio.

L’esame tiene conto:

  • dei rischi rappresentati da credito
  • dai rischi del mercato
  • dal rischio Paese
  • dal portafoglio cartolarizzato
  • dalla variazione dei tassi di interesse

Inoltre l’Autorità Bancaria Europea (EBA) tiene in considerazione:

  • i crediti non performanti (non performing loan), in quanto nel nuovo assetto diventano uguali per le tutte le banche dell’area euro.

 

Per la BCE, si è promossi con una valutazione del 8% nella fase “normale” ed una valutazione del 5.5% nella fase sotto stress. Se il risultato è inferiore significa che vi è un ammanco di capitale.
Il dato sarà espresso in % ed in milioni di euro.

Alle banche trovate sotto al livello minimo saranno concessi 15 giorni entro cui presentare un piano per risanare questa emersa esigenza di capitale.

I dati su cui vengono sviluppati i test sono molteplici, ve ne illustro 3, non necessariamente i principali.

Rendimento dei Btp decennali al 2015

  • del 4,1% per lo scenario normale di mercato
  • del 5,6% nello shock peggiore.

Il Pil 2015

  • è visto all’1,2% (ben lontano dalle previsioni più recenti)
  •  mentre nello scenario peggiore è in calo dell’1,6%.

La disoccupazione

  • nel quadro estremo va al 13,7% nel 2015

 

Scenari veramente apocalittici.

VIGILANZA BANCARIA E UNIONE BANCARIA

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Questa formula verrà adottata dalla BCE dal 4 Novembre di quest’anno, quindi una cosa imminente. Inoltre da Maggio 2014 inizieranno i veri propri controlli chiamati “Stress test” e dal 4 Novembre 2014 sarà attuativa la nuova “vigilanza Bancaria”.

La BCE controllerà tutte le banche europee: soprattutto verificherà che il patrimonio della banca sia conforme alla stabilità dell’ Istituto, quindi ai crediti (crediti deteriorati o inesigibili).

Perché stanno facendo questa cosa?

Il punto fondamentale è sempre l’Europa vista come unione. Quindi l’obiettivo di tutte le riforme ed anche di questa è la tutela: più sicure e solide sono le banche europee più sicura e solida sarà l’Europa, minori saranno le possibilità di ritrovarsi con la moneta unica, l’Euro, in crisi e con il rischio di fallimento.

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